La dittatura della slide

La parola magica è “slide”. Realtà traslucida, impalpabile, capace di occultare il vuoto sul muro e farvi apparire quel che non c’è.  Sei ore di lezione, corso serale, e agli sbalorditi (assonnati) ripetenti ABC l’altra notte è apparso il ministro Corrado Passera, affabulatore della crescita, con le sue quaranta, magiche slide. Performante lezione in PowerPoint, come all’ufficio vendite. La crescita non c’è, c’è molto fumo, ma il fumo mirabilmente è dissolto nella luce delle slide.
19 APR 12
Ultimo aggiornamento: 13:39 | 21 AGO 20
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La parola magica è “slide”. Realtà traslucida, impalpabile, capace di occultare il vuoto sul muro e farvi apparire quel che non c’è. Sei ore di lezione, corso serale, e agli sbalorditi (assonnati) ripetenti ABC l’altra notte è apparso il ministro Corrado Passera, affabulatore della crescita, con le sue quaranta, magiche slide. Performante lezione in PowerPoint, come all’ufficio vendite. La crescita non c’è, c’è molto fumo, ma il fumo mirabilmente è dissolto nella luce delle slide, “l’agenda per la crescita sostenibile”, il “corpus di misure per far sì che l’Italia riprenda a crescere”. Quasi era un corpus mistico, dove “crescita dimensionale”, “internazionalizzazione” sono le formule di un ologramma, sostitutivo della soluzione dei problemi. L’economia reale? Prossima slide.
Forse non è colpa del ministro Passera, banchiere narratore. E’ che la Soluzione tecnica, la sostituzione virtuale della dura materia con un numero, una percentuale o una predizione è ormai il golem salvifico e il moloch esigente del nostro tempo, abdicazione dell’iniziativa umana al supporto della tecnica. Controllo e prestazione. Sull’Atlantic, l’antropologa Sarah Kendzior se ne lamentava giusto ieri: è incappata, a sua insaputa, nell’ottimizzazione algoritmica che i motori di ricerca (nel suo caso, Yahoo) fanno delle nostre vite e dei nostri stessi percorsi informativi e mentali. Ha scoperto l’ambigua personalizzazione dell’esperienza che i motori di ricerca proiettano, mettendoti a disposizione in homepage le notizie che “dovrebbero” interessarti, in base a un calcolo probabilistico sulle notizia che hai cliccato in precedenza. Decide lui, l’Algoritmo, la parte di mondo che ti interessa. Esattamente come lo Spread decide quando andremo in pensione, la Slide quando comincerà la ripresa.
Del resto noi siamo anche un po’ indietro, ma in Corea del sud stanno lavorando a un gioiellino, una guardia carceraria-robot con supervista in 3D capace di tener sott’occhio ogni dettaglio di quel che fanno i detenuti in cella, in modo che, in caso di “unusual behaviour”, gli addetti in carne e ossa siano pronti a intervenire in tempo. Il ministro Severino non aveva esordito con il braccialetto elettronico? Tecnica paleoindustriale, al confronto. Molto meglio sarebbe un algoritmo per misurare il traffico di influenza. Caro ministro, appena lo troviamo, le giriamo una slide.